martedì 30 dicembre 2008

Sono ritornato e più incazzato di prima












Ho scelto l'ultimo giorno dell'anno per riaprire il mio blog.


Inanzitutto a Fancuolo un 2008 ... Che il 2009 sia migliore, deve esserlo.

Mi sono un po perso in facebook dimenticandomi la mia casa... "diario di un libero imprenditore". Scusate per il disguido per la mia più totale dimenticanza della mia casuccia sul web. FaceBook? Si, sono presente sotto il nome diegosalvi.

La bellezza di FaceBook?.. Per farti riconoscere dagli amici devi per forza scrivere il tuo vero nome, per farti vedere devi inserire la tua vera foto.

Un grande fenomeno FaceBook destinato a crescere ancora per qualche mese per poi piano piano calare. Resteranno su Face i gruppi più numerosi, quei gruppi interessanti come Milann In, un gruppo che si occupa di economia, grazie a Face è diventato un gruppo di consulenza manageriale che ad oggi conta 12 mila associati, resteranno su Face le tante aziende che piano piano stanno imparando a usarlo per farsi conoscere, per far conoscere i loro prodotti.

Face cambierà, da faceusciranno i gruppi stupidi, come: non mi lavo e puzzo oppure il gruppo amante delle sbornie...

Face sta vivendo il periodo di massimo successo, ma un successo che non piace neppure al fondatore, un ragazzo universitario un po sfigato che attualmente detiene la proprietà di FaceBook e tiene duro verso le lusinghe di colossi come Google.

Zuckerberg è un ragazzoto di 24 anni che secondo me non è già più lui il padrone del colosso, ma questa è una mia pura invenzione...Ha tra le le mani, un social-network con " 161 milioni di visitatori" Si dice che alla settimana scorsa, le registrazione al network abbiano superato quota 150 mila al giorno. Una cifra fuori da ogni controllo... Zuckerberg apre al popolo di internet la sua creatura nel 2004, naque nelle aule della Havard University per mezzo di un gruppo di studenti che comprendeva anche due ragazzi che successivamente denunciarono Zuckeberg per aver rubato il software che ancora oggi "gestisce" FaceBook. Da subito venne chiamato thefacebook.com, poi forse più per una scelta di immagine, il nome fu cambiato il facebook. Successivamente facebook viene tradotto il 21 lingue tra queste spicca l'italiano.
L'Italia ad oggi è il paese dove il fattore Face sta interessando un numero spaventoso di utenti, sono 4,2 milioni di persone che al 1 Dicembre 2008 risultavano iscritti. A questo fattore Face si è interessato anche il presidente del consiglio del governo Italiano che ha manifestato l'intenzione di ridurre le libertà sul web, attestando che ad esempio FaceBook lede la privacy del popolo. Ma questa affermazione giunge dopo che voci di mercato, attestano che Mediaset guarda preoccupata al fattore FaceBook non essendo in grado di proporsi come acquirenti visto il valore attuale del social-network, ma restano solo parole senza nessuna conferma ne smentita.

Ma FaceBook registra il grande amore per il social net-work del presidente Americano Obama che in una sua intervista attesta che passa circa 1 ora al giorna su Face.

Face ad oggi vale moltissimo, sono ingenti gli investimenti da parte di grandi colossi come la Microsoft che si è aggiudicata con una cifra nel 2007 pari a 240 milioni di dollari e 235 milioni di dollari nel 2008 con una prospettiva di 200 milioni di dollari nel 2009, l'esclusiva nel sistema operativo e inoltre il blocco di certe operazioni con altri sistemi operativi. Ma Microsoft non è la sola, anche PayPal che grazie al cofondatore Peter Thiel ha fatto pervenire nella casse della The FaceBook mezzo milione di dollari. Investimenti che hanno reso Face più accessibile a tutti, con modifiche molto importanti, più intuitivo, più veloce, ma restano sempre molti problemi legati alla privacy, infatti sono attualmente al lavoro i sistem manager della Microsoft che di Privacy ne sanno qualcosa....

Ma quanto vale ad oggi FAceBook? Bene la valutazione da parte di Microsoft si attesta intorno ai 15 miliardi di Dollari.

Ma resta un grande problema legata al mondo di FACE è quello dei soldi... Face ha bisogno di capitali ingenti, Face spende oltre un milione di dollari al mese solo di energia elettrica, altri 500 mila dollari sono destinata alla banda " connetività"
e circa 100 milioni di dollari sono stati messi a budget per comprare nel 2009 50 mila nuovi server. E poi qualche decina di milioni di dollari sono serviti per i servizi di storage, si perchè face immagazina tutti i nostri dati mantenedoli sui propri sistemi per almeno 5 anni . E poi i dipendenti, ad oggi diventati più di 700, costano 10 milioni di dollari al mese. A fronte di questi dati purtroppo esiste il problema che nei prossimi mesi, visti gli indici di crescita anche i costi aumenteranno, mentre gli introiti pubblicitari al momento coprono solo il 10% delle spese. " Pensate che Zur... ha dovuto spendere 200 milioni di dollari per acquistare il marchio FaceBook da un programmatore che da un giorno all'altro si è scoperto ricco..."

E allora che fare? Il colosso Google è alla porta, in attesa che una sua proposta di acquisto venga accettata. Le malelingue scomettono che entro pochi mesi Face sarà nelle mani di Google, ma secondo gli analisti mai e poi mai FaceBook potrà essere venduta a 15 milioni di Dollari, anche perchè attualmente non produce introiti ma solo spese e molto presto anche gli investitori potrebbero chiudere i rubinetti, specie in un momento dove l'America vive una grande crisi di liquidità.

Quindi al suo fondatore resta solo che andare avanti e monetizzare e se non ci riuscirà be Google è sempre li in agguato per l'affare.

Dimenticavo; non vi lascerò più, sono ritornato incazzato come non mai.

A tutti appuntamento a domani con gli auguri...

domenica 28 settembre 2008

Ma ad Albenga serve un volo Albenga Roma?


Bando alla chiacchere.... Sono ritornato,ora più determinato di prima. Ora più deciso a schiararmi contro , contro a chi mi prende per il culo....






Le ragioni del flop. L’Alitalia spende 30 mila euro per ogni passeggero sul volo Albenga Roma.

Nel corso della prima puntata della nuova serie di Anno zero, programma condotto da Michele Santoro su Rai 2, è decollato un Atr dell’Alitalia. Sessanta posti, lindo e confortevole, ha percorso circa la metà dell’Italia, dall’aereoporto di Roma a quello di Albenga. Avete letto bene, Albenga, ridente piccola cittadina ligure a 30 chilometri da Genova, 60 da Nizza e a qualche chilometro dalla villetta del Ministro dello Sviluppo, Antonio Scajola, uomo forte del PDL di quella zona.



L'aereo Alitalia mostrato nel corso del programma, compie il viaggio di andata con un equipaggio di quattro persone e tre, quattro passeggeri a bordo quando va bene, grazie alla munificenza di un tour operator locale, un tipo gioviale con gli occhi furbissimi che dà l'impressione di sapere il fatto suo.



Interrogato da un cronista della Rai, incredulo, ha fatto sapere al mondo di affittare il velivolo dell'Alitalia al modico prezzo di 6-8 mila euro per ogni tratta. Andata e ritorno gli costa 12 mila aereo. Perché lo fa, gli ha domandato il cronista sempre più incredulo. Per il bene di Albenga, per portare turismo, visitatori, è stata la risposta.



E’ un peccato, ha spiegato, che Albenga sia poco conosciuta. Per ovviare a questa difficoltà bisogna dotarsi di mezzi di trasporto celeri. Da dove? Anzitutto da Roma. Perché Roma? Beh, è la Capitale, è da lì che arrivano i turisti. Il volo Alitalia risponde a questo bisogno, che da Roma si possa arrivare ad Albenga con un balzo veloce e comodo.

E’ un benefattore? Un lungimirante imprenditore? Un uomo affezionato alla sua terra, al punto da rimetterci un sacco di quattrini? Escludiamo l’ultima delle tre ipotesi, perché il tour operator, robusto e con baffi curati, non parla né genovese né toscano, ma napoletano o quasi. E allora?



Ci guadagna in benemerenze, a quanto pare.

I sacrifici di questo signore sono ben riposti, perché la sua costosa promozione di Albenga viene vista di buon occhio dalla gente di Albenga e, sopratutto non dispiace al Ministro Scajola, il quale può scendere di casa e salire sull’Albenga-Roma in pochi minuti, come se avesse un aereo privato. Niente di più confortevole.

Naturalmente è per il bene di Albenga che si spendono tanti soldi, il Ministro ne usufruisce perché è un cittadino come gli altri di Albenga.



Scajola non c’entra niente con gli investimenti lungimiranti del tour operator. Né con gli investimenti dell’Alitalia a favore di questo pezzo di terra ligure. Anche l'Alitalia fa la sua parte nel promuovere il turismo di Albenga.

Se l’Albenga-Roma costa seimila euro al napoletano, costa molto di più all’Alitalia, ogni tratta, 30 mila euro, sessanta per l’andata e ritorno.

I conti sono presto fatti, l’Alitalia ci rimette 48 mila euro nelle due tratte.

Ma non è finita.



L’Atr è costretto a rimanere sulla pista dell’aereoporto di Albenga per tre giorni ogni fine settimana in modo da portare i soliti due-quattro passeggeri a Roma in tempo per riprendere i loro affari.

Giorni e orari sembrano fatti per obbedire ai bisogni di mobilità del Ministro, ma si tratta di pura coincidenza.

Il lungo parcheggio dell’aereomobile costa qualcosa come centomila euro.

L’Air Domiliten, cui i cronisti di Anno Zero si sono rivolti per avere un’idea dei costi del fermo, ha osservato che l’idea di tenere in parcheggio tre giorni un aeromobile sulla pista non viene proprio a nessuno in alcuna parte del mondo, e che perciò quel costosissimo parcheggio è un’assurdità.



L’avremmo capito da soli, anche se non ce l’avesse detto l’Air Domiliten.

La piccola compagnia alpina farebbe salti di gioia se possedesse un altro aereomobile per farlo scorrazzare nei cieli e guadagnare quattrini.

Bisogna perciò aggiungere ai 48 mila euro altri centomila euro. Se non abbiamo capito male il Roma-Albenga e ritorno si compie due volte o tre la settimana.

All’Alitalia la lungimiranza del tour operator ligure-napoletano costa quasi trecentomila euro. Un’inezia, d’accordo, rispetto alle perdite giornaliere di Alitalia, ma anche un episodio assai rappresentativo del modo in cui è stata gestita e viene ancora gestita la Compagnia di bandiera sul punto di spirare.



I privilegi dei dipendenti dell’Alitalia hanno riempito da mesi i giornali, i piloti sono saliti sul banco degli imputati ed additati al ludibrio delle genti, ma nessuno ha fatto un inventario di casi come quello di Albenga.

Il volo Albenga-Roma, parcheggio compreso, sembra volerci dire che, forse, finora sono volate fandonie.

lunedì 30 giugno 2008

Sono ritornato

Dove ci eravamo lasciati?. Purtroppo vi ho lasciato per un lungo periodo. Purtroppo le mie condizioni di salute da ottime sono scese a pessime. Una crisi depressiva dopo forse un esaurimento. Purtroppo la mia vittoria su una banca non è servita a cancellare gli anni di difficoltà, gli anni a chiedere un aiuto a tutti per andare avanti. Ora va meglio, ma aspetto ancora i soldi, aspetto ancora gli esiti di una grande indagine della procura sui tassi giudicati "usura".

Ho capito che non sono stato il solo, ho letto, capito, che sono diverse le banche incriminate. Si tratta di una grossa indagine che sta interessando tutto il paese. Io, mio papà, la nostra battaglia l'abbiamo vinta, ma vi devo confidare che non stiamo bene, ci hanno massacrato nell'anima, nella psiche, sicuramente in molti non capiranno...

Hai vinto, ora devi aspettare che la Cassazione decida quanto ti viene.... E cosa vuoi? . Nulla. Non voglio, vogliamo nulla. E' solo che siamo arrivati quasi alla vetta sfiniti, ora ci resta che curarci e tifare per i tanti che aspettano ancora giustizia.

Io sto con DiPietro e voi?

Ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini.

E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.

Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’impunità assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. Sorprende come opinionisti autorevoli abbiano potuto accreditare Silvio Berlusconi di qualità di statista e come una parte della stessa opposizione abbia creduto di poter avviare con lui le riforme istituzionali. La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese.

Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale.

Il Consiglio dei ministri di oggi, 27 giugno 2008, ha approvato il DDL per garantire l’impunità alle prime cariche dello Stato durante l’esercizio del loro mandato, che diventano quindi più uguali degli altri cittadini di fronte alla legge. Nelle scorse settimane sono state presentate dal Governo leggi che definire vergogna è insufficiente. E’ più corretto chiamarle eversive e criminali in quanto minano le basi dello Stato e favoriscono i delinquenti.

La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto già pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino.

Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica. Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il Watergate e Nixon non avrebbe rassegnato le dimissioni. L’Italia dei Valori proporrà un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuoverà azioni di disobbedienza civile come la pubblicazione degli atti giudiziari. Nessuno può più rimanere a guardare.

L’otto luglio a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della società civile ha indetto una manifestazione per la libertà di espressione e per la giustizia.” Antonio Di Pietro.

giovedì 29 maggio 2008

Il Nucleare

Non riesco a schierarmi con o contro il nucleare per il semplice motivo che allo stato attuale non sono informato della nuova generazione di reattori... Non conosco i nuovi metodi di controllo che riducono il rischio di catastrofe del 60% rispetto alle centrali attualmente in uso.

Ma conosco molto bene i danni causati dal grave incidente di Cernobyl. Questo video che ho scelto di pubblicare è molto toccante, non deve condizionarci sulle scelte future, ma deve spingerci a chiedere spiegazioni, dobbiamo documentarci su questa nuona generazione di centrali nucleari e se tutto questo non ci convince, chiedere aiuto agli amici Americani che negli ultimi tempi hanno collezionato studi molto approfonditi su questa nuova evoluzione del nucleare. Dobbiamo pubblicare tutti gli studi sulla rete, sui nostri blogg.

venerdì 16 maggio 2008

IO STO CON TRAVAGLIO

Sto con Travaglio. Non condivido il contesto in cui sono state lanciate le ormai famose accuse verso il Signor Schifani, ma un libero giornalista ha il diritto di dire quello che vuole. E' lui che si deve rendere conto che se si tratta di diffamazioni dovrà vedersela davanti alla giustizia.

Non condivido chi ribadisce che Travaglio non doveva dire, che Travaglio deve portare rispetto verso una delle cariche più alte dello Stato.

Ripeto 1 100 1000 Travaglio devono essere liberi di svolgere il loro mestiere. Purtroppo i giornalisti, la maggioranza sono servi di questo Stato, servi dei potenti imprenditori, dei potenti politici.

Travaglio secondo me, può continuare a fare il suo mestiere come vuole, se lui come giornalista intende denunciare, scoprire, affermare alcune cose anche scottanti, libero di farlo, sarà la sua persona a dover rispondere all'alta corte e sarà la magistratura a diffidarlo di diffamare, se di diffamazione si tratta

E se invece dice cose vere?


passaparola

lunedì 12 maggio 2008

Fiducia. Una parola che ieri ho letto, sentito, risentito in occasione di un forum organizzato dai giovani imprenditori in Piemonte.

Certo, il nostro paese potrebbe ripartire, potrebbe risalire. Per i ritardi nel settore dell'informatica siamo scivolati dietro la Lettonia. Il confronto con gli altri paesi senza una svolta netta si fa sempre più impietoso a tal punto da aver paura, paura che tra qualche anno l'Italia corra il rischio di trovarsi fuori da tutti i grandi movimenti economici e divorata da una globalizzazione che solo con un paese forte si può contrastare, solo con un grande progetto si può veramente lavorarci a fianco e ricavare profit, se no la globalizzazione è solo un gigante che ha continuamente fame e ci divora lentamente fino alla fine.

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Non condivido le parole usate da Marco Travaglio. A me personalmente non me ne frega nulla della carica dello Stato. Mi interessa che cessino queste polemiche distruttive e sputtanatrici per l'intero paese.

Schifani è stato socio con personaggi che poi si sono rivelati appartenenti a..

Bene. Se ci saranno i presupposti dovrà essere la magistratura se non l'ha ancora fatto aindagare su Schifani e non un giornalista che è da una vita che rompe solo le palle, recarsi in una televisione di Stato e inziare con una serie di accuse mi sempra inutile e non cesserò mai di dirlo, diffamanti per l'intero Paese.

Saranno anche vere, non lo metto in dubbio e sarebbe giusto poter contare su una magistratura efficente al punto di indagare su quanto ribadisce il giornalista.

Ma cosa serve creare, alimentare questo clima di polemica nel nostro paese. Non ho mai letto in Germania o Spagna di casi del genere, almeno in Italia non pervengono queste accuse senza contradditorio.

Un clima diffamatorio che fa male al paese, fa male al nostro sistema. I panni sporchi si lavano in casa e non fuori.

leggete un po El Pais di stamattina o il Build. Benissimo, sotto con lo sputtanamento dell'Italia.... Questo a cosa ci porta? A fare dei grandi danni.


Anche diario di un libero imprenditore aderisce all'inziativo di Beppe Grillo

Zappiamo Forbice

giovedì 1 maggio 2008

Comunisti



















I centri sociali a Torino, oggi pomeriggio hanno bruciato la bandiera di Israele e quella Americana. Se l'estrema sinistra ha perso le ultime elezioni e ad oggi si trova alla deriva, fuori dal parlamento è anche colpa di questi gruppetti di teppisti che hanno avuto la possibilità di andare al governo e non hanno fatto nulla.

Basta, avete rotto. Basta, il mondo, la gioventù vuole, ha il diritto di andare avanti di costruire e non "opporsi" senza proporre nulla. La bandiera del che come la bandiera di mussolini, la bandiera del partito comunista come la bandiera del fascio, fanno parte della storia, bene costudirli nei musei, ma la maggior parte dei ragazzi non la vuole più vedere, per il semplicissimo motivo, che oggi i temi da discutere sono legati alle nuove tecnologie, alla globalizzazione che se non saremo in grado di cavalcarla ( bella definizione, vero?) richia di essere un tsunami, alle fonti rinnovabili.

La sinistra, l'estrema sinistra una volta aveva iniziato a discutere di questi temi e infatti riscuoteva il grande successo di una consistente parte della popolazione.

Giunti al governo, hanno inziato a ostacolare invece di proporre.

Si sono opposti alla TAV senza però spiegare come risolvere il rischio per il nostro paese di essere tagliati fuori dai grandi corridoi di traposto verso e da L'Europa.

Hanno provocato la paralisi della gestione rifiuti in Campania senza trovare alternative ai grandi falsi mostri di termovalorizzatori, meglio loro che la Diossina che contiunua a sprigionarsi dalla ecoballe gestite dalla mafia.

Sono andati a braccetto con i sindacalisti che per hanno preso per il culo l'operario e pretendono di farlo ancora oggi.

I poveri ragazzi dei centri sociali sono l'esempio palese di questa grande disfatta, in loro vi è la consapevolezza che è finita l'era dei comunisti che da una parte protestano e dall'altra stanno seduti in Parlamento . Se vogliono un giorno ritornare al governo dovranno porre nel cassetto le bandiere, i striscioni e inziare a proporre, iniziare a lavorare. secondo me sono finiti, finalmente per sempre.

martedì 22 aprile 2008

Una grande bolla

L'influsso della crisi estiva dei mutui subprime americani, il caro-mutui degli ultimi mesi e i prezzi delle case sempre alle stelle stanno mettendo alla prova il mercato immobiliare, anche italiano. Lontano dalla pesante crisi immobiliare statunitense, per le compravendite del comparto residenziale nel nostro Paese non si può parlare ancora di crollo. Ma certo di deciso ridimensionamento.
A fare una fotografia alla situazione del settore è oggi l'Agenzia del Territorio, che nell'Osservatorio 2007 registra compravendite totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006 e l'aumento del 5,4% registrato nel 2005). Dall'Agenzia fanno notare che sul comparto pesano «fattori strutturali legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente arrivato alla sua fase conclusiva. Tra questi i tassi di interesse per i mutui, passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto dal prezzo degli immobili». Su quest'ultimo punto dall'Agenzia sottolineano che i prezzi del residenziale sono saliti nei grandi Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni.

Il consuntivo dell'anno 2007 evidenzia che nel segmento residenziale le compravendite sono scese del 4,6% con 806.225 transazioni contro le 845.051 del 2006, ma dando un occhio agli andamenti semestrali la discesa è più marcata nell'ultima parte dell'anno: -5,8% con 393.450 compravendite nel secondo semestre 2007. Il calo più consistente si è registrato al Sud (-5,2%), seguito dal Nord (-4,7%) mentre la discesa è stata più contenuta al Centro (-3,5%). «Negli ultimi anni si è assistito a un sensibile spostamento delle compravendite dalle città maggiori ai Comuni minori - recita l'Osservatorio -.

Nel 2007, invece, pur confermandosi una miglior tenuta del mercato nei Comuni minori, si verifica, per la prima volta dal 2001, un sensibile calo delle compravendite, pari al -5,8%, anche nei Comuni non capoluogo». In queste zone nel periodo 2001-2006 le transazioni sono passate da 456.625 a 599.900 (+31%).
Bisogna evidenziare che le previsioni di alcune società di analisi del settore erano più fosche. Scenari Immobiliari qualche mese fa prevedeva un calo delle compravendite del 6% a quota 780mila, mentre Ubh stimava una discesa compresa tra il -4,5% e il -6,5%. Altre stime erano più ottimiste: Nomisma prevedeva solo una leggera discesa rispetto ai livelli record raggiunti nel 2006.
In quali città si sono comperate meno case? Sempre secondo i dati dell'Agenzia del Territorio i cali più consistenti nel numero di compravendite si sono registrati a Napoli (-16,2%), Milano (-11,8% a livello annuale, con una discesa ridimensionata rispetto al -13,5% del primo semestre dell'anno) e Palermo (-12,4%). E i prezzi? Secondo l'Agenzia del Territorio il prezzo medio al mq è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e +5,5% su base annua), con una crescita però dei prezzi rallentata rispetto a quella registrata nel semestre precedente.


E se ne accorgono ora? Si accorgono che gli Italiani non acquistano più case vendute da strozzini legalazzati?. Si perchè io considero tali, quei grandi impresari che hanno permesso al mattone di guadagnare aumenti sprositati...

Ora il mattone scenderà, lentamente ma scenderà...

Deve scendere subito e di molto. Ho avuto la prova di questo ieri, mi reco da una innocua agenzia immobialiare, che detiene il diritto a vendere un grazioso palazzo in riva al mare...

Ci voleva pochissimo che mi diceva: Salvi il prezzo lo faccia lei.

Questa è la dimostrazione più palese che il mercato immobiliare è al tracollo.

Le banche non sanno più come fare per le migliaia di case che purtroppo vanno all'asta, perchè ricoediamoci ci sono moltissime famiglie che non riescono a pagare i mutui.

sabato 12 aprile 2008

Andiamo a votare




L'Italia domani e Lunedi è chiamata al voto. La situazione è molto precaria. Le casse del governo sono disastrate. L'esecutivo che sarà chiamato a Montecitorio troverà i conti al disastro... La stessa situazione che due anni orsono si era presentata a PadoaSchioppa, la stessa situazione che Berlusconi trovò nel lontano 2002 dopo un travagliato governo di centrosinistra.

Da oltre vent'anni che in Italia si procede senza compiere quelle grandi riforme che ora sono diventate indispensabili per far si che il nostro paese non giunga presto a una situazione uguale all'Argentina di due anni orsono.... Ma chiariamo subito che la situazione non è migliorata poi di tanto in terra di Argentina, la svalutazione della moneta è ancora molto forte e la classe media non esiste più.

Per non che succeda la stessa cosa anche qui in Italia e perchè in Europa non si decida di buttare fuori il nostro paese... Allora, bisogna che una coalizione governi, che sia forte in parlamento e che si assuma la responsabilità di prendere delle decisioni che sembreranno inpopolari ma che serviranno a far ripartire il nostro paese. Andiamo a votare amici e votiamo bene. Votiamo per uno die due schieramenti; PD o PDL e guai affidare il nostro voto ai piccoli partiti, che rischiano di sbattere il paese in un periodo di ingovernabilità... E questa volta, un periodo simile sarebbe certamente distruttivo.

domenica 30 marzo 2008

Per tutto il paese è un brutto giorno



foto: www.coca-cola.it


ADDIO ALITALIA ( da www.repubblica.it)

Il lungo addio di Alitalia a Malpensa è iniziato ieri. Quando gli operai hanno smontato i banchi utilizzati finora dall'ex compagnia di bandiera in un clima già surreale. Qualcuno aveva gli occhi lucidi mentre vedeva strappare la moquette e staccare le insegne. C'era commozione, molta preoccupazione e perfino rabbia.

L'aeroporto era già semi deserto. Anche se effetti più evidenti si vedranno solo domani con il ritorno al traffico dei giorni feriali. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo, infatti, come previsto dal piano dell'amministratore delegato Maurizio Prato, che sta trattando la vendita ad Air France, a Malpensa finisce un'epoca. Quella iniziata nel 1998 con l'inaugurazione dell'avveniristico nuovo Terminal 1. Dai 750 movimenti tra arrivi e partenze di venerdì scorso per un totale di 60mila passeggeri, lo scalo lombardo scenderà a soli 550 movimenti giornalieri e a 35mila passeggeri. Solo quelli in partenza crolleranno di oltre il 76 per cento, da 34mila a 8100.

Centottantuno i voli tagliati. Ne restano altri 170, ma solo 50 di Alitalia. In media fanno 127 in meno al giorno. Delle 86 destinazioni del 2007 ne rimangono 51. I 17 voli intercontinentali giornalieri scendono solo a 3. Per New York San Paolo e Tokyo. Ma per la città nipponica i voli settimanali scendono da 7 a 3. Gli altri collegamenti da oggi partono e arrivano solo da Fiumicino.

Niente più voli quindi da e per New York Newark, Boston, Miami, Rio de Janeiro, tutto il centro Africa e l'estremo oriente. Cancellati anche quelli per Cracovia, Lisbona, Ginevra, Malta, Marsiglia, Monaco, Nizza, Salonicco, Sarajevo, Skopie, Stoccarda, Strasburgo, Stoccolma, Timisoara, Valencia, Zagabria, Shanghai, Mumbai, Delhi, Chicago, Buenos Aires, Osaka. Si potrà raggiungere Londra, Francoforte, Atene, Barcellona, Berlino, Madrid, Lione. Lisbona e Zurigo, ma solo con altre compagnie. Tagliati anche i collegamenti interni per Ancona, Bologna, Bolzano, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Perugia, Pisa, Trieste e Venezia.

Gli aerei per le tratte intercontinentali superstiti rischiano di volare semi vuoti, dato che non potranno più contare sui passeggeri del medio raggio. Una sorta di "tsunami", che declasserà l'aeroporto lombardo da hub a semplice scalo internazionale.

Nel freddo linguaggio tecnico questo processo si definisce de-hubbing. Tradotto in cifre significa passare da 1.238 frequenze settimanali a 352, circa 8mila posti di lavoro a rischio, compreso l'indotto, 900 dipendenti di Sea, la società del Comune di Milano che gestisce sia Linate che Malpensa in cassa integrazione per 24 mesi, circa 6 milioni di passeggeri in meno l'anno, 70 milioni di euro in meno nella casse della Sea e un danno per l'economia lombarda stimato da un'analisi dello Studio Ambrosetti in 15 miliardi di euro.

Per uno scherzo del destino, proprio oggi il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro e il governatore lombardo Roberto Formigoni inaugurano la superstrada Malpensa-Boffalora, la bretella che collega finalmente l'autostrada A4 Milano-Torino all'aeroporto, che finora si poteva raggiungere solo dall'autostrada dei Laghi A8 (Milano-Varese) e su ferro con il Malpensa Express.

Unica consolazione, l'arrivo dei nuovi voli di Air One. Da oggi per Fiumicino, da martedì per Palermo, dal 2 maggio per Berlino, dal 2 giugno per Bruxelles, dal 7 giugno per Atene, dall'8 giugno per Salonicco e dall'8 luglio per Bari e Lamezia Terme, oltre a raddoppio del collegamento con Palermo. Sempre da giugno anche i primi due collegamenti intercontinentali per Boston e Chicago. Una boccata d'ossigeno, mentre il presidente di Sea Giuseppe Bonomi assicura che "sono in corso trattative con 70 linee aeree per ampliare le rotte su Malpensa".

Aggiungo: Le sorti della compagnia di bandiera sono giò state scritte nel 2001, ma oggi è giunta la resa dei conti. Una triste storia

lunedì 24 marzo 2008

IL PAESE FINITO




Avolte alcuni Italiani, emigrati all'Estero tornano in Italia... Ritornano per stare accanto alla famiglia, ritornano perchè il nostro paese è bello, il più bello.

Ma purtroppo chi fa ritorno a casa, ma pure chi e io sono uno dei tanti, viaggia spesso per lavoro all'estero, si rende conto che il nostro Paese è in difficoltà. Sono da oltre vent'anni che la situazione non è buona, ogni anno sempre peggio. Basta recarsi oltre confine, a pochi passi dall'Italia penso a Lugano, ma posso anche parlare di Mentone, come altre città straniere, per rendersi conto della situazione. Ma purtroppo esistono ancora troppe persone che vivono bene, privilegiati, si voglio definirli così.

Basta recarsi nelle nostre banche per rendersi conto, che viviamo già al di fuori dell'Europa. Ci siamo dentro perchè qualcuno ci vuole ancora li. Merito la grande posizione della nostra terra... Merito alle tante Imprese che fanno ancora oggi nel Made in Italy una grande risorsa. Ma nel 2010 ci sarà la resa dei conti.

Parlavo alcuni giorni fa con un grande produttore di vino. Viaggia per il mondo, mi diceva che il suo fatturato interno non è più interessante, mi diceva che in Italia è ormai impossibile lavorare, il sistema creditizio è allo sfascio. Mentre riesce a collezionare grandi soddisfazioni in paesi come la Germania, il Giappone, la Cina e ora l'India. Mi ha mostrato un video dove si poteva ammirare l'accoglienza degli Imprenditori Italiani in occasione di un WorkShop svoltosi dieci giorni fa a Shanghai. Noi imprenditori Italiani siamo stati applauditi!!! e il video è li a testimoniare il racconto.Il gruppo di Imprenditori Italiani hanno potuto strappare un contratto di 800.000 bottiglie di vino per il 2008 con pagamento anticipato prima della partenza della fornitura, si perchè la si lavora così, mentre in Italia, se non vieni pagato, le leggi per tutelare il credito ci sono... Ma prova a rivolgerti in Tribunale? Passano 10 anni prima di ricevere giustizia...

E poi mi ha parlato di alcune Banche Italiane... Lasciamo stare cari amici... Perchè ci vorebbe una dose da cavalli di Maloox....


Ho ricevuto un messagio nel quale mi veniva comunicato che l'ultimo mio post era stato copiato da questo Link:

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&catid=3
Mi scuso con gli autori.

Volevo chiudere il post con un grande imbocca al lupo ad Alessandro Parino, un grande ragazzo, un grande amico che sta vivendo un momento magico legato alla sua attività politica.

venerdì 14 marzo 2008

Il tesoretto non c'è




Il tesoretto non c’era e non c’è
Giusto un mese fa, il 15 febbraio, Walter Veltroni declamava con incrollabile certezza: "E’ ragionevole che il tesoretto ci sia. La prossima trimestrale di cassa a marzo ci dirà che le risorse ci sono, derivano da un grande lavoro che è stato fatto, soprattutto sull’evasione fiscale".

Da allora, un giorno sì e l’altro pure, nei dibattiti televisivi e sulle pizze, gli esponenti del Pd hanno rinfacciato senza vergogna al centrodestra il mancato assenso a un provvedimento da inserire nel "milleproroghe" per destinare il "tesoretto fantasma" ai salari e alle pensioni. Tale provvedimento, dichiarato "irricevibile" dalla Presidenza del Senato, si era trasformato in un ordine del giorno della Sinistra Arcobaleno, passato con il consenso del governo e del Pd. Si impegnava il governo a "emanare un provvedimento urgente" in tal senso.

I dati forniti solo ora dal governo smascherano il grande bluff. Il tesoretto non c’era e non c’è. Come si sapeva, come era prevedibile sulla scorta delle previsioni di decrescita del Pil, non c’è un solo euro disponibile perché il tesoretto non esiste.

La Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica certifica così una serie di bugie:

La bugia del governo che ha sbandierato per mesi la tesi secondo la quale, dopo i sacrifici, il 2008 sarebbe stato l’anno della redistribuzione della ricchezza (ma quale?).
La bugia di Prodi e dei suoi ministri del Pd, secondo la quale la caduta del governo avrebbe lasciato il lavoro a metà (per fortuna), impedendo interventi a favore dei salari e delle pensioni.
La bugia di Veltroni che trenta giorni fa distribuiva pillole di certezza sull’esistenza del tesoretto.

domenica 9 marzo 2008

E Zapatero Vince

Mentre da noi, be... lasciamo stare.

La Spagna ha scelto la continuità. Aznar aveva fatto molto bene, Zapatero ha seguito le sue orme, ha compiuto alcune grandi, belle cose, ha reso la Spagna ancora più progressista, ma ha seguito il rigore di Aznar. Si è occupato del dilagare della criminilatà, ha governato come lo accusavano i suoi sfidanti... avolte da uomo anche un po di destra. Semplicemente ha governato, nonostante la risicata maggioranza ha saputo portare avanti il paese per cinque anni, molte volte con l'aiuto anche di una grande oposizione che è stata in grado diassumersi le proprie responsabilità. Come mai ha perso la destra?.

Semplicemente perchè Zapatero ha saputo convincere, ha portato a termine in cinque anni alcuni importanti progetti, la destra non ha potuto che complimentarsi per la vittoria del centro sinistra e accettare in modo esemplare la sconfitta.

Cose da marziani per un paese che si chiama Italia.

Amo la Spagna e penso che un giorno forse andrò a vivere li e precisamente a Siviglia, una città della quale mi sono innamorata. In Spagna ho già interessi commerciali che vanno benone anche grazie alla buona, ottima, situazione economica.

La Spagna ha un debito pubblico basso, ha una spesa pubblica bassa, la Spagna ha una percentuale d crescita economica alta, molto alta.

La Spagna in questi anni ha potuto godere di governi, di persone in grado di amministrare il paese. Non sto a sindacare se bene o male... Ma il punto che in Spagna si governa, in Spagna prima arriva il paese e poi l'interesse personale. Anche perchè i Spagnoli come mandano un politico su al governo, fanno presto a buttarlo giù dalla poltrona... Qui in Italia... Be lasciamo perdere,.......

martedì 4 marzo 2008

Morire per il lavoro

A Molfetta (Ba) si è consumata l'ennesima tragedia sul lavoro. Cinque operai, compreso il titolare dell'azienda sono morti dentro una cisterna per insufficenza respiratoria, dovuta alla possibile inalazione di Zolfo o qualche acido per il lavaggio della cisterna stessa. Prima vi cade dentro uno degli operai, gli altri suo colleghi corrono per torarlo su, ma tutti e cinque restano colpiti da esalazioni letali. Sarà la magistratura a capire bene l'accaduto. Ma resta la rabbia, tristezza di vivere in un paese dove il tasso di mortalità sul lavoro resgistra un livello altissimo. Mancano le regole?. No, mancano i controlli. Mancano le persone dentro le aziende preparate a formare il personale. Sapete quanto dura un corso di primo soccorso? Quei corsi organizzati dagli enti preposti? Un giorno... Basta che paghi...

Sapete come si svolgono i corsi di formazione al riguardo della 626? .... E allora cosa pretendiamo?

Le leggi ci sono eccome. Ma non vengono rispettate e i corsi vengono fatti solo per guadagnare e non formare gli operai, gli artigiani. Quindi, prima di pensare a nuove leggi, pensino a creare una giusta e dignitosa formazione. La maggior parte di aziende, specialmente le grandi aziende, sono in regola, ma non esiste un operaio, uno, che abbiamo ricevuto una formazione per affrontare il grado di rischio e le emergenze che ahimè in una azienda possono sempre capitare.

sabato 1 marzo 2008






Ho pensato molto prima di scrivere questo post. C'è molta preoccupazione tra gli imprenditori. L'America sta segnando la sua più difficile crisi economica.
In molti pensano che negli Stati Uniti sia già in atto una grande recessione.

Ma ritorniamo in Italia... Ritorniamo al nostro problema?

Il dramma è che purtroppo viviamo in un grande paese dove la crescita è al di sotto dei nostri paesi amici Europei, andiamo a votare con una legge elettorale che non porterà a nulla..

Come si farà a tirarsi su? Ci vuole ancora qualche anno...... Ho il presentimento che il personaggio che andrà al governo con il suo staff indebiterà il nostro paese, dopo di che dobbiamo aspettare... Indebitarsi è pericoloso, rischieremo di uscire dall'Europa, la data è già fissata; il 2010. Cosa ci salverà?. Il vero rinnovamento che dovrà partire dalla politica. Ma il momento giusto non è fissato per questa tornata elettorale.

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Il mondo del web è in crescita. I scenari per il futuro del web credo che siano più che positivi.Molti business globali dovranno svilupparsi solo sul web.
Internet ha bisogno di regolamentazioni, purtroppo la giustizia Italiana va molto più lenta del web.
Per questo motivo in assenza nel nostro paese di regolamentazioni specifiche, per ora è consigliabile portare la testa dell'azienda oltre confine per far si di ricevere investimenti dai angelinvestor" . Nessuno poi vieta di operare ugualmente nel nostro paese, ma per ora, ripeto, se vogliamo che persone investino nel nostro progetto, la sede amministrativa deve operare oltreconfine.
Vi segnalo un grande project, molto bello: www.bricabox.com

venerdì 22 febbraio 2008

Al via wimax





Dopo molto tempo, dopo che quasi tutta L'Europa sta già godendo della tecnologia WiMax per connettersi in modo veloce e senza fili.... Senza linea telefonica...
Anche per il nostro paese è giunta questa nuova possibilità per navigare su internet.. L'asta si sta ultimando, annunciati i vincitori, al via i test e tempo 12 mesi ( ma secondo me molto ma molto prima) al via le offerte per attirare i potenziali clienti. Secondo me faranno come in Germania: Costo quasi zero, tutto il business ruota intorno alla pubblicità.. Come? Semplice, ti vuoi collegare a una altissima velocità? vuoi pagare il nulla?... Bene hai la possibilità di farlo... senza limiti di orari... Ma caro utente, ogni 30 minuti, un po di pubblicità... Sencondo me potrebbe essere una grande opportunità per tutti e al bando questa adsl, lenta e ormai troppo, troppo congestionata..

domenica 10 febbraio 2008

Tuttti insieme per crederci



Povera Italia, poveri noi.... Uffa mi sono rotto le scatole, per non dire palle...

Fiducia, bisogna essere fiduciosi cavolo... Diamo il voto a chi riteniamo opportuno, ma lavoriamo, viviamo con la fiducia che ora è venuta a mancare.

A tutti i ragazzi della mia età.. RAGAZZI, svegliamoci, finiamola di piagenrci addosso.

Nei periodi di maggiore crisi, l'imprenditore, quello più determinato resiste, quello più forte riesce a guadagnare.

Essere forti vuole dire, alzarsi la mattina e credere in quello che si deve fare, l'obbiettivo è li a portata di mano ragazzi, sta a noi crederci.

Oggi sono scappato da una riunione di giovani imprenditori. Troppo pessimismo. Il pessimismo fa male, la sfiducia rovina le nostre ambizioni.

Crediamoci in quello che vogliamo, crediamo nei progetti che vogliamo portare a termine. Non serve rialzarsi!! Siamo in piedi e stiamo lavorando, ma in molti lavorano con un cattivo pensiero, il pensiero è quello di non riuscire, di pensare che il futuro non sarà in Italia. Ci aspettano grossi sacrifici, ma secondo me, passato il 2008, il nostro paese vivrà una grande crescita e sapete il perchè?....

Lo penso e basta. E' una mia senzazione che mi permette di andare avanti e collezionare grande successi, si perchè sto lavorando a un faticoso, insidioso progetto che sono certo mi porterà grandi soddisfazioni. Ognuno di voi deve avere un progetto. Dipende solo da voi se sarà un successo o un fallimento, solo da voi.

La politica? Sono sicuro che dovrà cambiare, dovrà avvicinarsi a noi, avvicinarsi alla nostre esigenze. Aiutare chi in questi anni ha ricevuto solo porte in faccia. Non succederà? Sono sicuro che succederà, dici di noi?.
Peggio per loro, noi continueremo ad andare avanti. Sempre.

martedì 5 febbraio 2008

Avanti con i comizi elettorali



E ora che abbiano inizio i comizi elettorali!!! si proprio così, una volta quando il Capo dello Stato comunicava la data delle elezioni, alla fine si comunicava al popolo l'inizio degli attesi comizi elettorali. Ora non serve più, si perchè di comizi elettorali siamo tempestati tutto l'anno, sia con il governo, sia con la crisi di governo, sia nel periodo elettorale... Ormai, programmi come Porta Porta è diventato un salotto elettorale...........

Andiamo alle urne, con questa brutta legge elettorale. Marini già dall'inizio era molto scettico, si era reso conto sin dall'inizio dell'esistenza di un grande sbarramento tra il PD e il partito delle Libertà( la coalizione di centro destra) sul da farsi dopo la caduta del governo Prodi. Veltroni aveva provato a convincere Berlusconi su un governo di larghe intese della durata massimo di dodici mesi per portare a termine la legge elettorale. Ma Berlusconi non è sprovveduto, la sua più grande paura era quella di cadere in una trappola e di non riuscire nel suo progetto. Veltroni con la regia di D'Alema non è tanto sprovveduto, sotto sotto,
le elezioni non dispiaciono. Il miglior modo per togliersi da mezzo quei partitini che ormai fatchiamo a digerire.... Veltroni in una riunione avrebbe confidato ai suoi delfini che il Gap che divide il Pd dal centrodestra è di 10 massimo 15 punti, sicuramente possiamo recuperare. E poi i due attori principali lo sanno bene, D'Alema ha già l'accordo in cassaforte.. La Vittoria del centrodestra è quasi scontata; accordo tra il Pd e PDL per una grande coalizione con lo scopo di varare finalmente queste sospirate Riforme. Berlusconi ha già più volte confidato ai suoi collaboratori che vorrebbe terminare la sua esperienza politica con un grande regalo al paese: riuscire ad essere l'artefice del varo di quelle Riforme che porteranno il Paese Italia a ripartire. Anche perchè da ottimo imprenditore, osserva cosa sta nascendo dalle parti del PD e nelle file del Partito della Libertà, tanti ragazzi giovani che saranno pronti tra qualche anno ad assumere la guida di questi due grandi partiti. Lo ha ribadito anche Fini: facciamo le riforme e tutti noi ci renderemo conto che bisognerà dare spazio alla parte giovanile dei nostri partiti. D'Alema è la persona che stimo di più. Si perchè ricordiamoci che senza il suo contributo, il PD non poteva nascere, senza di lui forse anche Berlusconi non si rendeva conto che era venuto il momento di cambiare, che il paese così non riesce a vivere, senza le riforme, l'Italia tra pochi anni rischia di essere tagliata fuori dall'Europa. Inutile ragionare come ha fatto Prodi... Tasse e Tasse... Facendo così è successo l'indentica cosa che successe con il governo Berlusconi... Finto risanamento, tappi una falla di qui, scoppia dall'altre parte....

Auguriamoci che tutto proceda come deve andare e che finalmente la nostra Italia, riprenda il volo.

venerdì 1 febbraio 2008

ritorrno

Dopo una breve pausa ritorno a scrivere sul mio blogg. La situazione non è buona. LA situazione mi porta a pensare al peggio. Non si può essere ottimisti osservando come va il nostro paese. Ora Elezioni, Ora Governo del Presidente... Non mi importa cosa, mi importa che il nostro paese riparti. Che il nostro Paese finalmente giunga ad avere una giustizia degna di un paese democratico. Un paese che deve pretendere un sistema bancario decente. Un paese normale, come la Francia o la Spagna.

Ma l'impresa è molto difficile, la Casta va da destra a sinistra, la Casta è radicata e non vuole mollare. La Casta è spaventata del Referendum....
Mi fa male molo male, pensare che forse non c'è speranza...

Gli amici delle ex officine Ferrero, sono l'esempio della più assurda ingiustizia che purtroppo dobbiamo vivere sulla nostra pelle. A loro un grande abbraccio e per favore non mollate, una piccola speranza arde in tutti noi.

lunedì 14 gennaio 2008

E' nata Alice

Il 10 Gennaio 2008 alle ore 7.14 è nata Alice. Una mia grande, grande gioia.
Dopo un periodo di apprensione legata alla salute di Paola e della piccina, ora procede tutto bene. In casa siamo in quattro e il piccolo Andrea (due anni e 5mesi) è contento che sia arrivata la sorellina. Ieri osservavo Alice e Andrea e vi devo confidare che non ci può essere un momento più bello come questo. Mi da la forza di lavorare sempre più duramente e ringraziare i miei genitori per l'amore che mi stanno donando ancora oggi, senza quello, senza i loro grandi sacrifici, non poteva avvenire tutto questo...


Ciao a tutti!!!!!!!!!!!!!!

giovedì 10 gennaio 2008

La Protesta si allarga

Il nostro grande ministro dell'interno Amato, si proprio quello che si è dmenticato che era socialista... Quello che si è dimenticato di aver servito per molti anni Bettino Craxi, quello che a causa di un amnesia, non si ricorda gli anni di tangentopoli... Bene, quel tipo li, oggi ai microfoni di TG24 ha annunciato che lo Stato Italiano userà l'esercito contro i manifestanti a Napoli... Sempre ai microfoni ha ribadito che l'ordine pubblico è fondamentale...

Ma..caro Amato, malato di vuoti di memoria, la priorità di uno Stato è quello di offrire servizi al cittadino è quello di offrirle assistenza e in cambio pretendere la legalità...

A Napoli, come fai carissimo socialista... a pretendere la legaltità.. Quando lo Stato Italiano ha dimenticato per anni quella parte del paese. E questa volta non c'entra la Camorra, lei è impegnata in ben altri affati. Il problema è che tutto il nostro Paese è ridotto veramente male. Non c'è illuminazione nelle vie di Pianura, non c'è fognature vicino alla scuole... La Monezza come la chiamano i miei cari amici Napoletani è stata la miccia che ha fatto scoppiare la Rivolta.

Mi dispiace per gli automezzi dei vigili del fuoco andati distrutti, mi dispiace guardare le scene di violenza, mi dispiace tanto perchè nelle riprese vedo il fallimento, il fallimento di quei quattro incompetenti che fino ad oggi continuano a governarci.

Ora cercano in fretta di portare la spazzatura di Napoli per l'Italia... Bene, fatelo pure, sarà la volta che l'Italia scoppierà per intero...

Condivido la protesta e mi dispiace ma in questo frangente condivido anche il modo.

Si. La mia speranza? Che le forze dell'ordine siano solidali con i protestanti e che non oppogano resistenza, anzi spero che si arrendino alla protesta, facendo questo, i buffoni che abbiamo nella cabina di regia, si dediceranno di offrire a quelle persone, non solo delle promesse ma dei fatti concreti, e devono essere fattii mmediati e non pagliativi.. A venezia hanno costruito un termovalorizzatore ( spero di averlo scritto bene) in sei mesi... E allora, inziamo a costruire due e subito.

Da Napoli forse, L'Italia potrebbe inziare a voltare pagina, perchè sono milioni le persone che applaudono in televisione ai dimostranti. Loro, quelle donne, quei ragazzi, quei padri di famiglia, non avrebbero mai voluto maneggare molotov o bastoni ma sono stati costretti, perchè a Napoli è a rischio la loro vita.