domenica 30 marzo 2008

Per tutto il paese è un brutto giorno



foto: www.coca-cola.it


ADDIO ALITALIA ( da www.repubblica.it)

Il lungo addio di Alitalia a Malpensa è iniziato ieri. Quando gli operai hanno smontato i banchi utilizzati finora dall'ex compagnia di bandiera in un clima già surreale. Qualcuno aveva gli occhi lucidi mentre vedeva strappare la moquette e staccare le insegne. C'era commozione, molta preoccupazione e perfino rabbia.

L'aeroporto era già semi deserto. Anche se effetti più evidenti si vedranno solo domani con il ritorno al traffico dei giorni feriali. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo, infatti, come previsto dal piano dell'amministratore delegato Maurizio Prato, che sta trattando la vendita ad Air France, a Malpensa finisce un'epoca. Quella iniziata nel 1998 con l'inaugurazione dell'avveniristico nuovo Terminal 1. Dai 750 movimenti tra arrivi e partenze di venerdì scorso per un totale di 60mila passeggeri, lo scalo lombardo scenderà a soli 550 movimenti giornalieri e a 35mila passeggeri. Solo quelli in partenza crolleranno di oltre il 76 per cento, da 34mila a 8100.

Centottantuno i voli tagliati. Ne restano altri 170, ma solo 50 di Alitalia. In media fanno 127 in meno al giorno. Delle 86 destinazioni del 2007 ne rimangono 51. I 17 voli intercontinentali giornalieri scendono solo a 3. Per New York San Paolo e Tokyo. Ma per la città nipponica i voli settimanali scendono da 7 a 3. Gli altri collegamenti da oggi partono e arrivano solo da Fiumicino.

Niente più voli quindi da e per New York Newark, Boston, Miami, Rio de Janeiro, tutto il centro Africa e l'estremo oriente. Cancellati anche quelli per Cracovia, Lisbona, Ginevra, Malta, Marsiglia, Monaco, Nizza, Salonicco, Sarajevo, Skopie, Stoccarda, Strasburgo, Stoccolma, Timisoara, Valencia, Zagabria, Shanghai, Mumbai, Delhi, Chicago, Buenos Aires, Osaka. Si potrà raggiungere Londra, Francoforte, Atene, Barcellona, Berlino, Madrid, Lione. Lisbona e Zurigo, ma solo con altre compagnie. Tagliati anche i collegamenti interni per Ancona, Bologna, Bolzano, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Perugia, Pisa, Trieste e Venezia.

Gli aerei per le tratte intercontinentali superstiti rischiano di volare semi vuoti, dato che non potranno più contare sui passeggeri del medio raggio. Una sorta di "tsunami", che declasserà l'aeroporto lombardo da hub a semplice scalo internazionale.

Nel freddo linguaggio tecnico questo processo si definisce de-hubbing. Tradotto in cifre significa passare da 1.238 frequenze settimanali a 352, circa 8mila posti di lavoro a rischio, compreso l'indotto, 900 dipendenti di Sea, la società del Comune di Milano che gestisce sia Linate che Malpensa in cassa integrazione per 24 mesi, circa 6 milioni di passeggeri in meno l'anno, 70 milioni di euro in meno nella casse della Sea e un danno per l'economia lombarda stimato da un'analisi dello Studio Ambrosetti in 15 miliardi di euro.

Per uno scherzo del destino, proprio oggi il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro e il governatore lombardo Roberto Formigoni inaugurano la superstrada Malpensa-Boffalora, la bretella che collega finalmente l'autostrada A4 Milano-Torino all'aeroporto, che finora si poteva raggiungere solo dall'autostrada dei Laghi A8 (Milano-Varese) e su ferro con il Malpensa Express.

Unica consolazione, l'arrivo dei nuovi voli di Air One. Da oggi per Fiumicino, da martedì per Palermo, dal 2 maggio per Berlino, dal 2 giugno per Bruxelles, dal 7 giugno per Atene, dall'8 giugno per Salonicco e dall'8 luglio per Bari e Lamezia Terme, oltre a raddoppio del collegamento con Palermo. Sempre da giugno anche i primi due collegamenti intercontinentali per Boston e Chicago. Una boccata d'ossigeno, mentre il presidente di Sea Giuseppe Bonomi assicura che "sono in corso trattative con 70 linee aeree per ampliare le rotte su Malpensa".

Aggiungo: Le sorti della compagnia di bandiera sono giò state scritte nel 2001, ma oggi è giunta la resa dei conti. Una triste storia

lunedì 24 marzo 2008

IL PAESE FINITO




Avolte alcuni Italiani, emigrati all'Estero tornano in Italia... Ritornano per stare accanto alla famiglia, ritornano perchè il nostro paese è bello, il più bello.

Ma purtroppo chi fa ritorno a casa, ma pure chi e io sono uno dei tanti, viaggia spesso per lavoro all'estero, si rende conto che il nostro Paese è in difficoltà. Sono da oltre vent'anni che la situazione non è buona, ogni anno sempre peggio. Basta recarsi oltre confine, a pochi passi dall'Italia penso a Lugano, ma posso anche parlare di Mentone, come altre città straniere, per rendersi conto della situazione. Ma purtroppo esistono ancora troppe persone che vivono bene, privilegiati, si voglio definirli così.

Basta recarsi nelle nostre banche per rendersi conto, che viviamo già al di fuori dell'Europa. Ci siamo dentro perchè qualcuno ci vuole ancora li. Merito la grande posizione della nostra terra... Merito alle tante Imprese che fanno ancora oggi nel Made in Italy una grande risorsa. Ma nel 2010 ci sarà la resa dei conti.

Parlavo alcuni giorni fa con un grande produttore di vino. Viaggia per il mondo, mi diceva che il suo fatturato interno non è più interessante, mi diceva che in Italia è ormai impossibile lavorare, il sistema creditizio è allo sfascio. Mentre riesce a collezionare grandi soddisfazioni in paesi come la Germania, il Giappone, la Cina e ora l'India. Mi ha mostrato un video dove si poteva ammirare l'accoglienza degli Imprenditori Italiani in occasione di un WorkShop svoltosi dieci giorni fa a Shanghai. Noi imprenditori Italiani siamo stati applauditi!!! e il video è li a testimoniare il racconto.Il gruppo di Imprenditori Italiani hanno potuto strappare un contratto di 800.000 bottiglie di vino per il 2008 con pagamento anticipato prima della partenza della fornitura, si perchè la si lavora così, mentre in Italia, se non vieni pagato, le leggi per tutelare il credito ci sono... Ma prova a rivolgerti in Tribunale? Passano 10 anni prima di ricevere giustizia...

E poi mi ha parlato di alcune Banche Italiane... Lasciamo stare cari amici... Perchè ci vorebbe una dose da cavalli di Maloox....


Ho ricevuto un messagio nel quale mi veniva comunicato che l'ultimo mio post era stato copiato da questo Link:

http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&catid=3
Mi scuso con gli autori.

Volevo chiudere il post con un grande imbocca al lupo ad Alessandro Parino, un grande ragazzo, un grande amico che sta vivendo un momento magico legato alla sua attività politica.

venerdì 14 marzo 2008

Il tesoretto non c'è




Il tesoretto non c’era e non c’è
Giusto un mese fa, il 15 febbraio, Walter Veltroni declamava con incrollabile certezza: "E’ ragionevole che il tesoretto ci sia. La prossima trimestrale di cassa a marzo ci dirà che le risorse ci sono, derivano da un grande lavoro che è stato fatto, soprattutto sull’evasione fiscale".

Da allora, un giorno sì e l’altro pure, nei dibattiti televisivi e sulle pizze, gli esponenti del Pd hanno rinfacciato senza vergogna al centrodestra il mancato assenso a un provvedimento da inserire nel "milleproroghe" per destinare il "tesoretto fantasma" ai salari e alle pensioni. Tale provvedimento, dichiarato "irricevibile" dalla Presidenza del Senato, si era trasformato in un ordine del giorno della Sinistra Arcobaleno, passato con il consenso del governo e del Pd. Si impegnava il governo a "emanare un provvedimento urgente" in tal senso.

I dati forniti solo ora dal governo smascherano il grande bluff. Il tesoretto non c’era e non c’è. Come si sapeva, come era prevedibile sulla scorta delle previsioni di decrescita del Pil, non c’è un solo euro disponibile perché il tesoretto non esiste.

La Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica certifica così una serie di bugie:

La bugia del governo che ha sbandierato per mesi la tesi secondo la quale, dopo i sacrifici, il 2008 sarebbe stato l’anno della redistribuzione della ricchezza (ma quale?).
La bugia di Prodi e dei suoi ministri del Pd, secondo la quale la caduta del governo avrebbe lasciato il lavoro a metà (per fortuna), impedendo interventi a favore dei salari e delle pensioni.
La bugia di Veltroni che trenta giorni fa distribuiva pillole di certezza sull’esistenza del tesoretto.

domenica 9 marzo 2008

E Zapatero Vince

Mentre da noi, be... lasciamo stare.

La Spagna ha scelto la continuità. Aznar aveva fatto molto bene, Zapatero ha seguito le sue orme, ha compiuto alcune grandi, belle cose, ha reso la Spagna ancora più progressista, ma ha seguito il rigore di Aznar. Si è occupato del dilagare della criminilatà, ha governato come lo accusavano i suoi sfidanti... avolte da uomo anche un po di destra. Semplicemente ha governato, nonostante la risicata maggioranza ha saputo portare avanti il paese per cinque anni, molte volte con l'aiuto anche di una grande oposizione che è stata in grado diassumersi le proprie responsabilità. Come mai ha perso la destra?.

Semplicemente perchè Zapatero ha saputo convincere, ha portato a termine in cinque anni alcuni importanti progetti, la destra non ha potuto che complimentarsi per la vittoria del centro sinistra e accettare in modo esemplare la sconfitta.

Cose da marziani per un paese che si chiama Italia.

Amo la Spagna e penso che un giorno forse andrò a vivere li e precisamente a Siviglia, una città della quale mi sono innamorata. In Spagna ho già interessi commerciali che vanno benone anche grazie alla buona, ottima, situazione economica.

La Spagna ha un debito pubblico basso, ha una spesa pubblica bassa, la Spagna ha una percentuale d crescita economica alta, molto alta.

La Spagna in questi anni ha potuto godere di governi, di persone in grado di amministrare il paese. Non sto a sindacare se bene o male... Ma il punto che in Spagna si governa, in Spagna prima arriva il paese e poi l'interesse personale. Anche perchè i Spagnoli come mandano un politico su al governo, fanno presto a buttarlo giù dalla poltrona... Qui in Italia... Be lasciamo perdere,.......

martedì 4 marzo 2008

Morire per il lavoro

A Molfetta (Ba) si è consumata l'ennesima tragedia sul lavoro. Cinque operai, compreso il titolare dell'azienda sono morti dentro una cisterna per insufficenza respiratoria, dovuta alla possibile inalazione di Zolfo o qualche acido per il lavaggio della cisterna stessa. Prima vi cade dentro uno degli operai, gli altri suo colleghi corrono per torarlo su, ma tutti e cinque restano colpiti da esalazioni letali. Sarà la magistratura a capire bene l'accaduto. Ma resta la rabbia, tristezza di vivere in un paese dove il tasso di mortalità sul lavoro resgistra un livello altissimo. Mancano le regole?. No, mancano i controlli. Mancano le persone dentro le aziende preparate a formare il personale. Sapete quanto dura un corso di primo soccorso? Quei corsi organizzati dagli enti preposti? Un giorno... Basta che paghi...

Sapete come si svolgono i corsi di formazione al riguardo della 626? .... E allora cosa pretendiamo?

Le leggi ci sono eccome. Ma non vengono rispettate e i corsi vengono fatti solo per guadagnare e non formare gli operai, gli artigiani. Quindi, prima di pensare a nuove leggi, pensino a creare una giusta e dignitosa formazione. La maggior parte di aziende, specialmente le grandi aziende, sono in regola, ma non esiste un operaio, uno, che abbiamo ricevuto una formazione per affrontare il grado di rischio e le emergenze che ahimè in una azienda possono sempre capitare.

sabato 1 marzo 2008






Ho pensato molto prima di scrivere questo post. C'è molta preoccupazione tra gli imprenditori. L'America sta segnando la sua più difficile crisi economica.
In molti pensano che negli Stati Uniti sia già in atto una grande recessione.

Ma ritorniamo in Italia... Ritorniamo al nostro problema?

Il dramma è che purtroppo viviamo in un grande paese dove la crescita è al di sotto dei nostri paesi amici Europei, andiamo a votare con una legge elettorale che non porterà a nulla..

Come si farà a tirarsi su? Ci vuole ancora qualche anno...... Ho il presentimento che il personaggio che andrà al governo con il suo staff indebiterà il nostro paese, dopo di che dobbiamo aspettare... Indebitarsi è pericoloso, rischieremo di uscire dall'Europa, la data è già fissata; il 2010. Cosa ci salverà?. Il vero rinnovamento che dovrà partire dalla politica. Ma il momento giusto non è fissato per questa tornata elettorale.

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Il mondo del web è in crescita. I scenari per il futuro del web credo che siano più che positivi.Molti business globali dovranno svilupparsi solo sul web.
Internet ha bisogno di regolamentazioni, purtroppo la giustizia Italiana va molto più lenta del web.
Per questo motivo in assenza nel nostro paese di regolamentazioni specifiche, per ora è consigliabile portare la testa dell'azienda oltre confine per far si di ricevere investimenti dai angelinvestor" . Nessuno poi vieta di operare ugualmente nel nostro paese, ma per ora, ripeto, se vogliamo che persone investino nel nostro progetto, la sede amministrativa deve operare oltreconfine.
Vi segnalo un grande project, molto bello: www.bricabox.com