L'influsso della crisi estiva dei mutui subprime americani, il caro-mutui degli ultimi mesi e i prezzi delle case sempre alle stelle stanno mettendo alla prova il mercato immobiliare, anche italiano. Lontano dalla pesante crisi immobiliare statunitense, per le compravendite del comparto residenziale nel nostro Paese non si può parlare ancora di crollo. Ma certo di deciso ridimensionamento.
A fare una fotografia alla situazione del settore è oggi l'Agenzia del Territorio, che nell'Osservatorio 2007 registra compravendite totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006 e l'aumento del 5,4% registrato nel 2005). Dall'Agenzia fanno notare che sul comparto pesano «fattori strutturali legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente arrivato alla sua fase conclusiva. Tra questi i tassi di interesse per i mutui, passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto dal prezzo degli immobili». Su quest'ultimo punto dall'Agenzia sottolineano che i prezzi del residenziale sono saliti nei grandi Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni.
Il consuntivo dell'anno 2007 evidenzia che nel segmento residenziale le compravendite sono scese del 4,6% con 806.225 transazioni contro le 845.051 del 2006, ma dando un occhio agli andamenti semestrali la discesa è più marcata nell'ultima parte dell'anno: -5,8% con 393.450 compravendite nel secondo semestre 2007. Il calo più consistente si è registrato al Sud (-5,2%), seguito dal Nord (-4,7%) mentre la discesa è stata più contenuta al Centro (-3,5%). «Negli ultimi anni si è assistito a un sensibile spostamento delle compravendite dalle città maggiori ai Comuni minori - recita l'Osservatorio -.
Nel 2007, invece, pur confermandosi una miglior tenuta del mercato nei Comuni minori, si verifica, per la prima volta dal 2001, un sensibile calo delle compravendite, pari al -5,8%, anche nei Comuni non capoluogo». In queste zone nel periodo 2001-2006 le transazioni sono passate da 456.625 a 599.900 (+31%).
Bisogna evidenziare che le previsioni di alcune società di analisi del settore erano più fosche. Scenari Immobiliari qualche mese fa prevedeva un calo delle compravendite del 6% a quota 780mila, mentre Ubh stimava una discesa compresa tra il -4,5% e il -6,5%. Altre stime erano più ottimiste: Nomisma prevedeva solo una leggera discesa rispetto ai livelli record raggiunti nel 2006.
In quali città si sono comperate meno case? Sempre secondo i dati dell'Agenzia del Territorio i cali più consistenti nel numero di compravendite si sono registrati a Napoli (-16,2%), Milano (-11,8% a livello annuale, con una discesa ridimensionata rispetto al -13,5% del primo semestre dell'anno) e Palermo (-12,4%). E i prezzi? Secondo l'Agenzia del Territorio il prezzo medio al mq è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e +5,5% su base annua), con una crescita però dei prezzi rallentata rispetto a quella registrata nel semestre precedente.
E se ne accorgono ora? Si accorgono che gli Italiani non acquistano più case vendute da strozzini legalazzati?. Si perchè io considero tali, quei grandi impresari che hanno permesso al mattone di guadagnare aumenti sprositati...
Ora il mattone scenderà, lentamente ma scenderà...
Deve scendere subito e di molto. Ho avuto la prova di questo ieri, mi reco da una innocua agenzia immobialiare, che detiene il diritto a vendere un grazioso palazzo in riva al mare...
Ci voleva pochissimo che mi diceva: Salvi il prezzo lo faccia lei.
Questa è la dimostrazione più palese che il mercato immobiliare è al tracollo.
Le banche non sanno più come fare per le migliaia di case che purtroppo vanno all'asta, perchè ricoediamoci ci sono moltissime famiglie che non riescono a pagare i mutui.
martedì 22 aprile 2008
sabato 12 aprile 2008
Andiamo a votare
L'Italia domani e Lunedi è chiamata al voto. La situazione è molto precaria. Le casse del governo sono disastrate. L'esecutivo che sarà chiamato a Montecitorio troverà i conti al disastro... La stessa situazione che due anni orsono si era presentata a PadoaSchioppa, la stessa situazione che Berlusconi trovò nel lontano 2002 dopo un travagliato governo di centrosinistra.
Da oltre vent'anni che in Italia si procede senza compiere quelle grandi riforme che ora sono diventate indispensabili per far si che il nostro paese non giunga presto a una situazione uguale all'Argentina di due anni orsono.... Ma chiariamo subito che la situazione non è migliorata poi di tanto in terra di Argentina, la svalutazione della moneta è ancora molto forte e la classe media non esiste più.
Per non che succeda la stessa cosa anche qui in Italia e perchè in Europa non si decida di buttare fuori il nostro paese... Allora, bisogna che una coalizione governi, che sia forte in parlamento e che si assuma la responsabilità di prendere delle decisioni che sembreranno inpopolari ma che serviranno a far ripartire il nostro paese. Andiamo a votare amici e votiamo bene. Votiamo per uno die due schieramenti; PD o PDL e guai affidare il nostro voto ai piccoli partiti, che rischiano di sbattere il paese in un periodo di ingovernabilità... E questa volta, un periodo simile sarebbe certamente distruttivo.
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