Mi sento di ricordarvi la storia degli amici delle Ex officine Ferrero, vi ricordo che sul loro blog è aperta una raccolta di firme. Trascrivo una lettera apparsa sul loro blog http://www.ordinariaingiustizia.org Mi ha fatto pensare e vi devo confidare che durante il mio viaggio appena compiuto in Argentina ho pensato molto a loro. Si perchè si tratta di una storia assurda che ha posto in seria difficoltà intere famiglie.
Famiglia una parola molto importante, famiglia per me significa molto, la famiglia è tutto.La famiglia è un bene che nessuno ha il diritto di toccare
Qui di seguito l'articolo e un abbraccio a Rosanna, anche se non la conosco.
QUANDO LA SOFFERENZA SI PUÓ EVITARE
Non riuscivamo a dormire stanotte: l’insonnia ci fa spesso compagnia.
Ripercorrevamo insieme le estati prima che iniziasse questa storia.
Tra quattro giorni nel 2000 partivamo per La Gorge.
Un ricordo ormai lontano, le nostre belle vacanze in Francia!
Semplici, in una “gite” sperduta e quindi poco costosa, completamente immersi nella natura.
Ma era il 2000? L’anno del Giubileo? Siamo poi andati a Roma…
Sì nel 2000, ti ricordi… con apprensione seguivamo dalla Tv francese le notizie del G8 a Genova.
Il G8 …. Sono passati sette anni e proprio in questi giorni si riparla del processo, dei fatti accaduti alla scuola Diaz. Vedi anche in quel caso la giustizia ha tempi lunghi… sette anni… Per noi ne sono passati “solo” tre.
E allora dici: va beh, se ne possono aspettare anche sette di anni…
Sì, si potrebbero aspettare anche sette anni se gli stessi tempi del penale fossero quelli del civile.
Perché le case devono andare all’asta dopo tre anni? Perché nel settore immobiliare non ci sono i tempi lunghi? Qualcuno potrebbe dire: meno male, almeno un settore che funziona!
È vero qualcosa funziona, ma è un ingranaggio perverso che causa un’immensa sofferenza.
Strappa le persone dal loro nido, costruito con amore, cura, sacrificio.
Ti sradica dai ricordi di una vita.
Quanto vale una casa? Per la banca solo freddi numeri, per chi la abita vale immensamente di più.
E se tra sette anni qualcuno si accorgesse che… sì … forse qualche responsabilità c’è stata…forse quell’abitazione è stata pignorata e messa all’asta ingiustamente…
Chi ridarà a Pino e alla sua famiglia la loro casa? A quanto ammonta un risarcimento sufficiente a colmare quella sofferenza? Non tutto si può pagare con i soldi, non tutto ha un prezzo.
Quanto vale la vita spezzata da un pirata della strada?
Per quanto grande sia la cifra, non restituirà mai un figlio ai suoi genitori o un padre ai suoi cari.
Ma qui è diverso, qui c’è una sofferenza che si può evitare, che si ha il dovere di evitare.
Lo ricordino i giudici prima di emettere una sentenza, lo ricordino i procuratori che devono ancora concludere le indagini.
Quando la sofferenza si può evitare è un dovere morale di ciascuno.
Perché da un’ingiustizia subita ne nascono spesso tante altre, come una lunga inarrestabile catena.
“Non c’è pace senza giustizia” Come sono vere e attuali anche per noi le parole di Giovanni XXIII, il papa buono, nella sua enciclica “Pacem in terris” pubblicata l’11 aprile del 1963, poche settimane prima della sua morte.
Rosanna
domenica 15 luglio 2007
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