
Bando alla chiacchere.... Sono ritornato,ora più determinato di prima. Ora più deciso a schiararmi contro , contro a chi mi prende per il culo....
Le ragioni del flop. L’Alitalia spende 30 mila euro per ogni passeggero sul volo Albenga Roma.
Nel corso della prima puntata della nuova serie di Anno zero, programma condotto da Michele Santoro su Rai 2, è decollato un Atr dell’Alitalia. Sessanta posti, lindo e confortevole, ha percorso circa la metà dell’Italia, dall’aereoporto di Roma a quello di Albenga. Avete letto bene, Albenga, ridente piccola cittadina ligure a 30 chilometri da Genova, 60 da Nizza e a qualche chilometro dalla villetta del Ministro dello Sviluppo, Antonio Scajola, uomo forte del PDL di quella zona.
L'aereo Alitalia mostrato nel corso del programma, compie il viaggio di andata con un equipaggio di quattro persone e tre, quattro passeggeri a bordo quando va bene, grazie alla munificenza di un tour operator locale, un tipo gioviale con gli occhi furbissimi che dà l'impressione di sapere il fatto suo.
Interrogato da un cronista della Rai, incredulo, ha fatto sapere al mondo di affittare il velivolo dell'Alitalia al modico prezzo di 6-8 mila euro per ogni tratta. Andata e ritorno gli costa 12 mila aereo. Perché lo fa, gli ha domandato il cronista sempre più incredulo. Per il bene di Albenga, per portare turismo, visitatori, è stata la risposta.
E’ un peccato, ha spiegato, che Albenga sia poco conosciuta. Per ovviare a questa difficoltà bisogna dotarsi di mezzi di trasporto celeri. Da dove? Anzitutto da Roma. Perché Roma? Beh, è la Capitale, è da lì che arrivano i turisti. Il volo Alitalia risponde a questo bisogno, che da Roma si possa arrivare ad Albenga con un balzo veloce e comodo.
E’ un benefattore? Un lungimirante imprenditore? Un uomo affezionato alla sua terra, al punto da rimetterci un sacco di quattrini? Escludiamo l’ultima delle tre ipotesi, perché il tour operator, robusto e con baffi curati, non parla né genovese né toscano, ma napoletano o quasi. E allora?
Ci guadagna in benemerenze, a quanto pare.
I sacrifici di questo signore sono ben riposti, perché la sua costosa promozione di Albenga viene vista di buon occhio dalla gente di Albenga e, sopratutto non dispiace al Ministro Scajola, il quale può scendere di casa e salire sull’Albenga-Roma in pochi minuti, come se avesse un aereo privato. Niente di più confortevole.
Naturalmente è per il bene di Albenga che si spendono tanti soldi, il Ministro ne usufruisce perché è un cittadino come gli altri di Albenga.
Scajola non c’entra niente con gli investimenti lungimiranti del tour operator. Né con gli investimenti dell’Alitalia a favore di questo pezzo di terra ligure. Anche l'Alitalia fa la sua parte nel promuovere il turismo di Albenga.
Se l’Albenga-Roma costa seimila euro al napoletano, costa molto di più all’Alitalia, ogni tratta, 30 mila euro, sessanta per l’andata e ritorno.
I conti sono presto fatti, l’Alitalia ci rimette 48 mila euro nelle due tratte.
Ma non è finita.
L’Atr è costretto a rimanere sulla pista dell’aereoporto di Albenga per tre giorni ogni fine settimana in modo da portare i soliti due-quattro passeggeri a Roma in tempo per riprendere i loro affari.
Giorni e orari sembrano fatti per obbedire ai bisogni di mobilità del Ministro, ma si tratta di pura coincidenza.
Il lungo parcheggio dell’aereomobile costa qualcosa come centomila euro.
L’Air Domiliten, cui i cronisti di Anno Zero si sono rivolti per avere un’idea dei costi del fermo, ha osservato che l’idea di tenere in parcheggio tre giorni un aeromobile sulla pista non viene proprio a nessuno in alcuna parte del mondo, e che perciò quel costosissimo parcheggio è un’assurdità.
L’avremmo capito da soli, anche se non ce l’avesse detto l’Air Domiliten.
La piccola compagnia alpina farebbe salti di gioia se possedesse un altro aereomobile per farlo scorrazzare nei cieli e guadagnare quattrini.
Bisogna perciò aggiungere ai 48 mila euro altri centomila euro. Se non abbiamo capito male il Roma-Albenga e ritorno si compie due volte o tre la settimana.
All’Alitalia la lungimiranza del tour operator ligure-napoletano costa quasi trecentomila euro. Un’inezia, d’accordo, rispetto alle perdite giornaliere di Alitalia, ma anche un episodio assai rappresentativo del modo in cui è stata gestita e viene ancora gestita la Compagnia di bandiera sul punto di spirare.
I privilegi dei dipendenti dell’Alitalia hanno riempito da mesi i giornali, i piloti sono saliti sul banco degli imputati ed additati al ludibrio delle genti, ma nessuno ha fatto un inventario di casi come quello di Albenga.
Il volo Albenga-Roma, parcheggio compreso, sembra volerci dire che, forse, finora sono volate fandonie.
