venerdì 15 giugno 2007

beppe grillo e il suo vaffanculo day



VAFFANCULO DAY


Oggi ho letto la prima pagina di Libero scritta da Vittorio Feltri, "Ribellione" è l'ultima parola del suo intervento. Apro la porta di casa mia e leggo nel blog di Beppe Grillo " vaffanculo Day". Prendo il giornale dei servi e ammiro nell'ultima pagina un articolo nel quale mi informa che Prodi ieri si è nascosto per scappare dalla folla. Bertolaso, un uomo che mi fa molta pena oltre a riservarli la mia più grande stima perchè sono convinto che sia un tecnico che ha dedicato la sua vita all'ambiente e a salvare il prossimo, bene ieri Bertolsao ha rischiato il linciaggio a causa della grande vergogna dell'emergenza rifiuti, peccato che per un grande professionista sia avvenuta un umiliazione del genere. Nel mentre al Parlamento un gruppo di " nostri dipendenti" facevano la figura di occupare simbolicamente il palazzo, intonando le grida "andate a casa".


Il nostro paese è allo sfascio completo siamo come una pentola a pressione che sta per scoppiare, ho un olfatto talmente fino che sono convinto che dopo lo scoppio andrà a marcire la gia tenera democrazi. La Democrazia ce la siamo giocata nel 1992...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Aderisco al "vaffanculo day", e se alle prossime elezioni, (sperando che abbiano TUTTI il pudore di cambiare 'sto fenomeno di legge elettorale), mi ritovo ancora Prodi e Berlusconi, giuro che emigro...

Giampaolo Molinari.

Anonimo ha detto...

Penso che al Vday parteciperanno tantissime persone, ma sarà durissima arrivare alle elezioni. Mi dispiace, ma purtroppo vedo un periodo molto difficile con il Re Prodi in fuga e insieme a lui tutti i nostri dipendenti...

Abbiamo davanti un periodo difficile, un periodo dove ci sarà un governo di unità nazionale.

E dopo? Devono farsi avanti le vere persone oneste, tutte quelle persone che ora scrivono nei blog, non partecipano alla politica attiva per il semplice fatto che non intendono mischiarsi con questo gruppo di dipendenti che saranno giudicati dalla giustizia, ma ancora prima penso dal popolo.

La gente è incazzata, la gente non ne puo più, certo l'Italiani sono difficili da smuovere, non siamo rivoluzionari. Ma se rompono la corda e quella è ormai quasi spezzata non so dove andremo a finire.

Fa più paura un popolo tranquillo incazzato che un popolo rivoluzionario che ogni giorno protesta. Il popolo tranquillo è imprevedibile.